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15 Luglio 2019

CRITICITÀ DEL LAVORO A TURNI NELLE DONNE E NEGLI ANZIANI

Un grande numero di lavoratori ha orari di lavoro atipici, ad esempio lavori a tempo parziale o nel solo week-end, orari straordinari e lavori a turni e notturni. E secondo alcuni dati di monitoraggio della situazione in 27 paesi della Fondazione europea di Dublino, i turnisti risultano oltre il 35% dei lavoratori nel comparto sanitario, il 30% di chi presta la propria attività in alberghi e ristoranti o il 24% di chi opera nei trasporti e nelle telecomunicazioni.

In considerazione dell’alto numero di lavoratori impegnati nel lavoro a turni è importante capire quale possa essere l’impatto e le problematiche delle anomalie orarie lavorative in rapporto al genere e all’età dei lavoratori.

Per avere qualche utile informazione sul tema, presentiamo oggi un intervento al seminario ECM “Che genere di prevenzione! La fragilità nel lavoro tra differenze di genere ed invecchiamento” che si è tenuto a Bari il 26 novembre 2018. Un intervento di Giovanni Costa (Università di Milano e Fondazione IRCCS Ca’ Granda - Ospedale Maggiore Policlinico, Milano) che aveva affrontato il tema dell’invecchiamento e del lavoro a turni anche nel libro “Aging E-book, il Libro d'argento su invecchiamento e lavoro”.

Ci soffermiamo, in particolare, su questi argomenti:

  • I fattori che influenzano la tolleranza del lavoro a turni
  • I soggetti vulnerabili
  • Le raccomandazioni per i turnisti anziani

I fattori che influenzano la tolleranza del lavoro a turni

Nell’intervento “Stress e turni di lavoro in relazione a differenze di genere e invecchiamento” si riportano, innanzitutto, diversi dati sull’evoluzione demografica, sulle speranze di vita alla nascita e a 65 anni della popolazione italiana, per genere.

E si riportano anche rappresentazioni grafiche della diffusione del lavoro a turni e del lavoro notturno in 28 paesi europei.

L’intervento riporta poi vari fattori che, nei lavoratori, influenzano la tolleranza del lavoro a turni.

Questi i principali fattori:

  • Caratteristiche individuali
    • Età
    • Sesso
    • Struttura circadiana
    • Personalità / comportamenti
    • Strategie di sonno
    • Stato di salute
  • Condizioni familiari e sociali
    • Stato coniugale
    • No ed età dei figli
    • Atteggiamenti della famiglia
    • Lavoro del partner
    • Entrate economiche
    • Abitazione
  • Condizioni sociali
    • Supporto sociale
    • Pendolarismo
    • Servizi sociali
    • Coinvolgimento sociale
    • Tradizione di lavoro a turni
    • Organizzazione della comunità
  • Condizioni di lavoro
    • Misure compensative
    • Indennizzo monetario
    • Organizzazione del lavoro
    • Soddisfazione
    • Carichi di lavoro
    • Counselling
  • Orari di lavoro
    • Schemi di turno
    • Orari dei turni
    • Lavoro straordinario
    • Quantità di lavoro notturno
    • Orari flessibili
    • Partecipazione all’organizzazione

I soggetti vulnerabili

Si indica poi che tra i soggetti più vulnerabili ci sono i lavoratori anziani:

  • Riduzione della durata del sonno: risveglio precoce, > risvegli
  • < Propensione al sonno al mattino presto (mattutinità)
  • > Propensione al sonno durante il giorno
  • Riduzione della qualità del sonno: < sonno profondo (SWS)
  • Più disturbi del sonno in generale
  • Sonno diurno: > stadio 1; < SWS; > diuresi; > risvegli; > escrezione di noradrenalina
  • Minore ampiezza dei ritmi biologici e più lento aggiustamento di fase nei successivi turni di notte
  • Maggiore importanza del processo omeostatico sul livello di sonnolenza e di fatica
  • Ridotta efficienza psico-fisica
  • Maggiore fatica
  • Salute compromessa.

Sono poi riportate indicazioni su come cambiano le abilità (work ability index) nell’invecchiamento tra uomini e donne e alcune problematiche specifiche relative al lavoro a turni nelle donne:

  • Disturbi mestruali
  • Ridotta fertilità
  • Maggiore abortività
  • Sviluppo fetale disturbato
  • Fatica cronica
  • < Cura dei figli
  • > Carichi familiari
  • Tumori mammari (2A IARC).

Rimandiamo alla lettura integrale delle slide dell’intervento che riportano molti dati e grafici sui disturbi e le problematiche di genere indicate.

Si ricorda poi anche la legislazione relativa al lavoro notturno:

  • è vietato a:
    • Donne dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento del 1° anno di età del bambino;
  • non può essere obbligatorio per:
    • La lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a 3 anni o, in alternativa, il lavoratore padre convivente con la stessa;
    • Lavoratrice o lavoratore unico affidatario di un figlio convivente di età inferiore a 12 anni;
    • Lavoratrice o lavoratore con soggetti disabili a carico.

Le raccomandazioni per i turnisti anziani

  • L’intervento si sofferma poi sui criteri ergonomici per l’organizzazione dei turni:
  • Limitare il più possibile il turno notturno
  • Poche notti di seguito (2-3 max)
  • Preferire turni ruotanti al turno fisso notturno
  • La rotazione veloce è migliore di quella lenta
  • La rotazione in senso orario (M-P-N) è meglio della anti-oraria
  • Durata del turno in base al carico di lavoro
  • Evitare l’inizio troppo anticipato del turno del mattino
  • Turni prolungati (9-12 h) solo quando il carico di lavoro è basso
  • Cicli di turno il più possibile regolari
  • Giorni di riposo dopo i turni notturni
  • Consentire flessibilità negli orari

L’intervento riporta poi, in conclusione, delle utili raccomandazioni per i turnisti anziani:

  • Ridurre il lavoro notturno dopo i 50 anni
  • Priorità al trasferimento ai turni diurni
  • Lavoro notturno fisso solo su base volontaria
  • Più scelte per gli schemi di turno (flessibilità)
  • Ridurre il carico di lavoro
  • Ridurre l’orario di lavoro
  • Aumentare le pause
  • Maggiori possibilità di pisolini
  • Più attenta e frequente sorveglianza sanitaria
  • Consulenza e supporto per appropriate strategie di coping (sonno, dieta, esercizio fisico, relazioni sociali).

Articolo tratto da Puntosicuro

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